Ristoratori che non trovano personale: una modesta proposta

L'Italia, un Paese meraviglioso dove l'unica legge rispettata è quella della gravita' (forse)

Di Redazione, 13/06/2021
Ristoratori che non trovano personale: una modesta propostaL'Italia è un Paese meraviglioso. Unico. Eccezionale. Ma noi ci associamo a quel noto detto: l'Italia e' un Paese straordinario, pero' vorremmo tanto che fosse un Paese normale. Da noi neppure le leggi fondamentali dell'economia funzionano in modo normale: c’è da stupirsi che in Italia non sia ancora stata trovata una scappatoia per la legge di gravitazione universale!

Oggi Pippo Civati ha scritto su Il Post, a proposito di alcuni imprenditori italiani:

(...) si lamentano di non trovare personale per le loro attività. Uno fra questi, un ristoratore, ha più o meno letteralmente detto che con quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo, con le chiusure, la crisi e tutto ciò che ben sappiamo, trova impensabile che chi cerca lavoro voglia sapere quanto sarebbe pagato, quante ore al giorno lavorerebbe, quando sarebbero i riposi e così via.


Civati ha utilizzato quest'introduzione per andare a parare in una direzione differente da quella che interessa a noi, che vorremmo evidenziare solo una cosa: l'assurdità dell'affermazione del ristoratore. Ecco la situazione:

1) Il ristoratore ha ammesso che da (almeno) un anno e mezzo c’è una situazione di crisi;
2) Il ristoratore non trova personale;
3) I potenziali dipendenti vogliono conoscere in anticipo le condizioni dell'assunzione: stipendio, orario, ferie;
4) Il ristoratore trova assurda questa pretesa, e continua a non trovare personale.

Cos'ha detto di tanto incredibile questo ristoratore? Ha riconosciuto che c’è crisi e che lui, imprenditore del settore della ristorazione, ne subisce le conseguenze, e poi, fingendo di ignorare la legge della domanda e dell'offerta, ha praticamente detto che tocca ai potenziali dipendenti ridurre le proprie pretese (in questo caso: accettare un lavoro senza sapere quanto e quando verranno pagati, quante ore dovranno lavorare, se e quando avranno diritto a dei giorni di riposo). E' il ristoratore a non trovare dipendenti, eppure si ostina a non capire che - in base alla sua premessa sull'attuale crisi - i ristoratori faticano a trovare dipendenti, quindi sono i lavoratori ad essere in una posizione di forza: possono scegliere tra più offerte di lavoro, e quelle insoddisfacenti vengono scartate. Il che significa non solo quelle in cui lo stipendio (compresa la gestione delle mance) e' basso, ma anche quelle in cui sono presenti troppi punti interrogativi. Quante ferie? Ho diritto alle pause? Quante ore al giorno?

Ma le pretese del ristoratore paiono ancora più assurde, se Civati ha riportato correttamente la conversazione. I potenziali dipendenti pretenderebbero persino di sapere in anticipo l'importo del loro stipendio. Roba da pazzi, eh?

Per fortuna di quel ristoratore, Brexit e Covid-19 hanno reso meno facile espatriare alla ricerca di un impiego, altrimenti ci sarebbero ancora meno potenziali camerieri, cuochi, maitre, e le assurde pretese di quei lavoratori sarebbero ancora più elevate.

E la "modesta proposta" menzionata nel titolo, direte voi, che fine ha fatto? Semplice: se un ristoratore NON vuole fornire ai potenziali dipendenti informazioni essenziali come l'importo dello stipendio, l’entità delle ferie, i diritti (pause) e doveri (orario di lavoro) del dipendente, il nostro primo suggerimento è: datti alla canasta. O all'origami. O alla marcofilia. Se invece il ristoratore in oggetto desidera continuare ad essere un imprenditore, il nostro consiglio è: prova ad andare incontro alle persone che desideri assumere.

Dai loro le informazioni che in qualsiasi settore del mondo del lavoro, in un Paese civile, verrebbero considerate indispensabili: di' loro di che lavoro si tratta, come verrà retribuito, quante ore di lavoro ti aspetti dai dipendenti, quali comportamenti ti aspetti (no, troppo facile dire "quello che un cameriere fa' ovunque": le aspettative variano da Nazione a Nazione). E soprattutto, mantieni la tua parola: non siamo più nel 1977, non puoi più fregare un dipendente e sperare di farla franca. Sono almeno vent'anni che Internet permette alle vittime (di imprenditori disonesti) di avvisare i loro colleghi. Se sei riuscito ad essere un ristoratore disonesto negli ultimi vent'anni, rallegrati d'averla fatta franca finora, e ravvediti. Cambia.

Foto di Markus Spiske da Unsplash

Argomenti: lavoro, brigata di sala, brigata di cucina, ristoranti
Data: 13/06/2021 alle 20:55
Collegamento esterno: Il Post
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